Fini sposa la tesi di Valditara: prepensionamenti per risolvere il precariato

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Fini sposa la tesi di Valditara: prepensionamenti per risolvere il precariato

Messaggio Da gialov il Ven Ott 08, 2010 4:50 pm

Lasciamo perdere se la soluzione sia condivisibile o meno. In questo momento non ci interessa. La cosa più interessante di questo articolo, invece, è che dopo tre anni di lotte asperrime condotte dagli insegnanti e dal personale precario della scuola, finalmente essa è diventata una parola d'ordine anche di chi governa. Dopo aver tagliato l'inverosimile, dopo aver distrutto ogni idea di scuola di qualità, finalmente da parte dei responsabili arriva qualche ammissione di colpa, qualche timido ripensamento. La questione delle assunzioni dei precari, a prescindere da come viene interpretata politicamente, è finalmente diventata una questione da affrontare.

Noi ovviamente speriamo nel modo giusto, ad iniziare dalla abolizione della terza parte dei tagli previsti dalla 133, che dovrebbero effettuarsi il prossimo anno. Ma non abbassiamo la guardia: c'è da lottare e ancora parecchio, per trasformare delle semplici dichiarazioni in realtà effettuale!



"Se c'e' una cosa che dobbiamo fare e' investire sulla scuola. Se c'e' un punto su cui investire e' il capitale umano. Stiamo studiando un modo per ricostruire il sistema dell'istruzione, gli edifici, le borse di studio, sia per gli scolari che per gli insegnanti".

Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sottolineando che "se c'e' una prospettiva per il Mezzogiorno e' proprio la scuola, e' l'istruzione". In materia di ricerca, inoltre, Tremonti ha spiegato che "vorremmo detassare o costituire dei voucher per imprese che fanno ricerca nelle universita', sul modello inglese".

e poi:

Fini sposa la tesi di Valditara: prepensionamenti per risolvere il precariato

Ven, 08/10/2010 - 06:59

In una intervista rilasciata a Professione Docente, il Presidente della Camera ha parlato dei nodi da sciogliere nella scuola.

Estrapoliamo dall'intervista: "In Italia la scuola è stata per troppo tempo considerata come uno strumento per risolvere il problema della disoccupazione intellettuale: tanti insegnanti, pagati poco, socialmente sempre meno valorizzati. La finalità della scuola non deve essere quella di dare un lavoro, ma di fornire una formazione di qualità alle giovani generazioni. Detto questo non si possono nemmeno utilizzare per anni docenti regolarmente abilitati, in buona parte ormai a seguito di concorso o di corsi finalizzati alla formazione all´insegnamento (Ssis), e dunque legittimamente in attesa di una assunzione, senza fornire loro prospettive concrete. E´ necessario prevedere un sistema che, valutando anche la possibilità di prevedere dei prepensionamenti, consenta di programmare un percorso volto a riassorbire, in tempi ragionevoli, i precari, dando certezze circa tempi, numeri e modi della loro assunzione in ruolo. Non dimentichiamoci che abbiamo una classe docente fra le più anziane d´Europa."
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