Documento redatto dopo la manifestazione FLC del 3 giugno a Palermo

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Documento redatto dopo la manifestazione FLC del 3 giugno a Palermo

Messaggio Da maria pia labita il Mer Lug 14, 2010 5:27 pm

Segnaliamo il seguente documento nato contestualmente all'iniziativa CGIL del 3 giugno a Palermo.
Con particolare riferimento all'ultimo punto.

La scuola siciliana si trova ad affrontare problematiche differenti da quelle esistenti nelle altre regioni.
A Palermo, città ad alto rischio di dispersione scolastica, i tagli dovuti alla Legge 133/2008 hanno notevolmente peggiorato la qualità dell’offerta formativa, creando maggiore disaffezione da parte di alunni e famiglie nei confronti di una scuola sempre meno capace - a causa del processo di smantellamento avviato dal Governo - di rispondere in maniera adeguata alle istanze provenienti dal territorio.
Ai tagli previsti dalla suddetta legge si aggiunge la recente “manovra finanziaria” che infierisce ulteriormente sulla scuola di ogni ordine e grado, determinando ulteriori ripercussioni motivazionali negative sul personale.

Fin dal settembre del 2008, la FLC CGIL aveva denunciato gli effetti deleteri e devastanti che la legge 133/2008 avrebbe provocato, in termini occupazionali e del servizio offerto, nelle scuole di ogni ordine e grado. A quasi due anni di distanza non possiamo che ribadire le conseguenze negative, col conforto di tantissimi studenti e famiglie, che sempre più sperimentano quotidianamente le voragini in termini di peggioramento dell’offerta formativa, ma anche soltanto di mancanza di adeguata vigilanza o di accettabili livelli di pulizia nelle scuole, che questo scellerato provvedimento di legge ha provocato e sta continuando a provocare.
Per non parlare della pseudoriforma della scuola secondaria di secondo grado, i cui effetti drammatici – nella nostra realtà territoriale - si ripercuoteranno inesorabilmente su un’utenza per la quale la scuola spesso rappresenta l’unica possibilità di riscatto personale, familiare, sociale da contesti territoriali spesso a forte vocazione mafiosa.
Lo Stato, pertanto, non può sottrarre alla scuola risorse privandola di detta funzione primaria, ovvero di educazione alla legalità e nella legalità e di crescita consapevole di un processo finalizzato all’acquisizione di una cittadinanza attiva.
Naturalmente, i tagli agli organici, la burocratizzazione dell’insegnamento, la grande riduzione di risorse economiche, l’assenza di un biennio comune tra i diversi indirizzi di scuole, il proporre da un lato l’innalzamento della qualità dell’istruzione e la certificazione delle competenze e dall’altro la negazione per gli alunni della possibilità di esperirle, rendono impossibile il raggiungimento di questi fini.
La conseguenza è quella di passare da una scuola in grado di “movimentare”, attraverso l’istruzione, la società ed i suoi giovani, garantendo una vera e propria mobilità sociale a una scuola che riesca a malapena a certificare le disuguaglianze sulla base del ceto.
Non è tagliando risorse economiche e professionali che si può riqualificare l’istruzione.
Fermi nella convinzione che non si possa pensare alla scuola in termini meramente ragionieristici e che sia indispensabile una VERA riforma, caratterizzata da ingenti investimenti e da una seria politica di coinvolgimento di chi alla scuola ha dedicato e dedica la propria vita quotidianamente, spesso lavorando e facendo il proprio dovere in condizioni difficili, se non proibitive, chiediamo:

1. Ritiro dei tagli per tutto il personale della scuola al fine di garantire:
• una maggiore qualità dell’offerta didattica;
• funzionalità delle segreterie, oggi al collasso;
• adeguati livelli di pulizia dei locali scolastici, oggi non più tali a causa di organici insufficienti;
• sorveglianza adeguata per la sicurezza degli alunni;
• “normale” servizio di accoglienza per gli alunni e le famiglie.
2. Organici sufficienti a soddisfare realmente - e non solo a livello propagandistico - le richieste delle famiglie.
3. Aumento del numero di classi a tempo pieno e prolungato.
4. Rispetto delle norme vigenti sulla sicurezza, in particolare in relazione al numero di alunni per classe.
5. Risorse finanziarie sufficienti ad assicurare la sostituzione dei docenti assenti.
6. Ripristino delle compresenze nella scuola primaria, per garantire il recupero delle situazioni di svantaggio e la possibilità di attuare percorsi di sviluppo e valorizzazione delle eccellenze.
7. Rispetto della recente sentenza della Corte Costituzionale 80/2010 sull’organico di sostegno.
8. Aumento del numero dei tecnici di laboratorio al fine di consentire l’effettiva “ripresa” delle attività laboratoriali, interrotte a causa dei tagli prodotti dalla 133.
9. Aumento del numero di assistenti amministrativi e di collaboratori scolastici nell’organico di diritto di ciascuna scuola, in relazione alle effettive esigenze delle istituzioni scolastiche, tenendo conto anche delle situazioni di maggiore complessità (es. istituti alberghieri).
10. Incremento delle sezioni di scuola dell’infanzia, ad oggi del tutto insufficienti, considerate le lunghe liste di attesa. Da sottolineare che ciò costringe molte famiglie a rivolgersi a strutture private, accessibili solo a chi se le può permettere.
11. Mantenimento - a tutela della qualità dell’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria - degli insegnanti specialisti e immediato ritiro dell’obbligatorietà dei corsi di inglese per i docenti a tempo indeterminato.
12. Opportunità di partecipazione per il personale precario docente e ATA a tutti i corsi di formazione previsti per il personale a tempo indeterminato.
13. Rinvio dell’applicazione della riforma nella scuola secondaria di secondo grado e messa in discussione di tutto il suo impianto, attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, al fine di un’elaborazione condivisa e finalizzata al miglioramento effettivo della qualità dell’offerta formativa.
14. Mantenimento dell’attuale meccanismo di reclutamento mediante le GaE e conseguente salvaguardia delle professionalità e delle competenze acquisite,del servizio svolto e del punteggio maturato,rifiuto della costituzione di Albi Regionali e di “meccanismi di chiamata diretta da parte dei Dirigenti scolastici”.

Palermo 3 giugno 2010

FLC CGIL Palermo
CPS Palermo


Questo è il link dell'iniziativa della FLC del 3 giugno:

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maria pia labita

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