notizie sulla riunione del coordinamento nazionale..."Report" 16 dicembre 2010

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notizie sulla riunione del coordinamento nazionale..."Report" 16 dicembre 2010

Messaggio Da maria pia labita il Mar Dic 21, 2010 6:43 pm

Ho saputo che il coordinamento precari flc ha avuto un incontro nazionale.
Vorrei(non solo io ) essere aggiornata sui lavori.
Grazie.


Ultima modifica di maria pia labita il Ven Gen 07, 2011 8:59 pm, modificato 1 volta
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maria pia labita

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Re: notizie sulla riunione del coordinamento nazionale..."Report" 16 dicembre 2010

Messaggio Da gialov il Mar Dic 21, 2010 10:21 pm

Non vi ho partecipato, ma suppongo si sia discusso del lancio degli Stati generali della conoscenza, dell'operazione Centomila tesa a dimostrare la possibilità e l'utilità dell'assunzione di centomila precari, del lancio in tutta Italia della campagna di ricorsi per l'immissione in ruolo dopo la reiterazione dei contratti.
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gialov

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Re: notizie sulla riunione del coordinamento nazionale..."Report" 16 dicembre 2010

Messaggio Da maria pia labita il Ven Gen 07, 2011 9:03 pm

copio dal forum CPS nazionale il report!

Mi sembra quantomeno STRANO che prima venga pubblicato sull'altro forum e divulgato qui da me che non faccio parte del coordinamento FLC!
E' come se coloro che sono coordinatori non abbiano alcuna voglia di divulgare le notizie che penso siano abbastanza importanti per il futuro di questo coordinamento!


Coordinamento lavoratrici e lavoratori precari FLC CGIL
Verbale incontro 16 dicembre 2010, h 10-17

Alla prima riunione del Coordinamento Nazionale dei Precari della Conoscenza convocata il 16 dicembre presso la sede di via L. Serra a Roma erano presenti alla Presidenza il Segretario generale Domenico Pantaleo e i Segretari nazionali Maurizio Lembo, con delega all’organizzazione, e Luigi Rossi, con delega alle politiche sul precariato della conoscenza.
Nella relazione d'apertura Luigi Rossi, dopo aver ricostruito brevemente gli ultimi due anni di lotta contro i tagli e contro le politiche del governo, ha ribadito la centralità, nelle politiche della FLC, della lotta contro la precarietà.
Una scelta coerente ribadita anche nelle tesi congressuali e confermata con la scelta di dare un ruolo statutario al Coordinamento nazionale dei precari. Dopo aver aggiornato il quadro politico-sindacale ha riconfermato l'importanza di unificare il mondo del lavoro in un percorso di valorizzazione confederale che deve partire proprio dai più deboli, dai giovani e dai precari!
L’avv. Isetta Barsanti Mauceri, responsabile nazionale dell'Ufficio Legale della FLC, ha illustrato la vertenza contro la reiterazione dei contratti a tempo determinato lanciata dalla FLC CGIL e caratterizzata dall’urgenza imposta dall’entrata in vigore del “Collegato lavoro”.
Inizia la discussione.
1) Domenico Mele, Ricerca, Napoli: illustra il funzionamento del coordinamento dell’ENEA, che si basa anche sull’utilizzo delle videoconferenze e della mailing list.
2) Giorgio Crescenza, Scuola, Roma: sottolinea la necessità di porre attenzione alle realtà autonome dal sindacato con le quali non si può evitare di interloquire. Propone l’utilizzo di forum telematici e pagina facebook. Ribadisce l’importanza dell’attenzione alla comunicazione con i cittadini. Chiede lo sciopero generale come modalità forte di presenza del sindacato. Riguardo alle graduatorie, si dichiara dubbioso e contrario sull’apertura “a pettine” .
3) Claudio Franchi, Università, Napoli: ritiene sia fondamentale l’auto-organizzazione “dal basso” e legge nel Coordinamento l’occasione per far parlare tra loro i vari lavoratori della conoscenza. E' importante la presenza del Coordinamento sia dal punto di vista individuale sia da quello collettivo. Richiama l'attenzione sulle pratiche, ma anche sulle difficoltà delle pratiche: perché molti non entrano nel sindacato? Forse perché non è più rappresentativo? Forse perché non più effettivamente operativo? Bisogna evitare di essere solo sindacato di “consulenza”. Occorre inventare e costruire forme nuove di partecipazione all’interno del sindacato. Ritiene fondamentale la legittimazione dei membri del coordinamento sul territorio e a tutti i livelli.
4) Antonella Giuliano, Scuola, Napoli: racconta la situazione di Napoli e i pesanti tagli. Chiede di non toccare le graduatorie, ma pretende attenzione alla “questione meridionale”: la Campania è la regione maggiormente devastata dai tagli. Chiede di colmare il buco di formazione delle RSU, nello specifico per quanto riguarda la situazione del precariato. Al sud occorre ragionare e caldeggiare la proposta di un’estensione del tempo pieno.
5) Antonella Vulcano, Scuola, Bari: riconosce la complicazione derivante dalla comunicazione tra diversi comparti, ma ritiene fondamentale la filiera della conoscenza, che deve essere letta anche come filiera nazionale. Rifiuta l'idea di sentire parlare in questa sede di divieto di inserimento “a pettine” (Cfr. Nota 1): ad oggi la legge garantisce la possibilità di spostarsi su territorio nazionale, quindi di scegliere la provincia nella quale lavorare. Bisogna evitare propagande del tipo “il Sud ruba lavoro al Nord” e cercare un accordo forte su valori comuni tra Nord e Sud e tra i vari comparti. Il problema non è solo quello della mancanza di lavoro, ma quello più grave dello smantellamento dello stato sociale.
6) Pasquale Cuomo, Università, Pisa: i coordinamenti universitari raccontano difficoltà di rapporto con le strutture territoriali (diffidenze e ritardi). Bisogna concentrarsi su collegato lavoro, legge Brunetta, problema pensioni. Racconta dell'iniziativa di Pisa, dove la Camera del Lavoro è stata aperta agli studenti, e della rilevazione fatta all'Università di Pisa sui tipi di contratto: ben 23, fra cui lo “Specializoide”, aspirante specializzando. Bisognerebbe avviare una riflessione su questa realtà contrattuale composita.
7) Giacomo Russo, Scuola, Palermo: occorre una bussola di riferimento. Il Consiglio Europeo potrebbe stabilire la necessità di nuovi tagli. La priorità è l’organizzazione perché questa dà la prospettiva. Un eventuale cambio di governo non sarà comunque risolutivo. La Costituzione è considerata ormai carta straccia. Problematica anche la scelta di inserire nella scuola dei contratti regionali: pongono eccezioni al CCNL. Non diciamo che i tagli fatti sono irrecuperabili perché rischiamo di perdere di vista la lotta su quei punti che oggi stiamo cominciando a considerare ormai perduti. C’è un problema di prospettiva. Occorre forzare la mano in direzione di un reddito minimo garantito. Occorre pensare allo sciopero generale, ma senza confondere mezzo e fine.
Cool Valentina Barrera, Università, Torino: sarebbe importante per il Coordinamento avere accesso alla mailing list degli iscritti precari della provincia per interloquire velocemente, per permettere un censimento. Sarebbe importante organizzarsi anche a livello territoriale in gruppi che lavorano su tematiche precise, non solo divisi per comparti. I contratti regionali, in effetti, rappresentano un problema: alle Regioni viene sempre di più delegata la responsabilità di risolvere le difficoltà della scuola statale. Chiede la partecipazione di delegati eletti dai precari ai vari livelli della contrattazione. E' importantissimo il radicamento nei territori e nei luoghi di lavoro. Attenzione scarsa alla sicurezza sul luogo di lavoro: occorre investire e lavorare con le RLS.
9) Anna Rabensteiner, Scuola, Bolzano: racconta la realtà della scuola a Bolzano, dove il sistema delle graduatorie è diverso ed è più facile lavorare anche per i non abilitati. Richiama l’attenzione sull’arrivo dall’Austria di personale che – abilitato con un percorso estremamente rapido- si inserisce “a pettine” (Cfr. Nota 1) nelle graduatorie e ottiene anche la valutazione del servizio per l’anno di tirocinio, creando grave disparità di trattamento. Chiede che fine abbia fatto il TFA, il nuovo percorso per la formazione iniziale degli insegnanti : stanno arrivando persone abilitate con percorsi diversi dalla Spagna, ad esempio. Attenzione a non far passare l’idea di un sindacato che garantisce i diritti individuali: si corre il rischio di ottenere iscrizioni che non siano stabili, ma legate alla capacità di risolvere solo il contenzioso tra quell’iscritto e un altro lavoratore. Abbiamo bisogno di strumenti concreti per muoverci in maniera più unitaria. Attenzione a non caldeggiare troppo superficialmente l’idea dello sciopero: abbiamo un calo di adesioni. Si dichiara contraria all'inserimento “a pettine” (Cfr. Nota 1) in graduatoria in quanto non risolutivo, ma propone una riflessione seria sul tema da fare in un secondo momento. Ribadisce, in risposta a Russo, l'assoluta priorità della Costituzione, che non è considerata né da considerarsi “carta straccia”.
10) Chiara Rizzica, Università, Catania: è grave constatare che tra il personale stabilizzato delle università vi siano pochi iscritti alla FLC perché questi soggetti sono molto diffidenti nei confronti della rappresentanza sindacale. È fondamentale, per i precari, costruire il proprio riconoscimento come lavoratori. I movimenti studenteschi medi e universitari hanno acquistato forza e conquistato scena, bisogna chiedersi come confrontarsi con loro. Bisogna discutere dei contenuti politici, poi delle pratiche. Occorre aumentare la formazione e garantire un livello di consapevolezza elevato: i membri del Coordinamento devono essere le 40 teste pensanti del precariato, altrimenti non si riuscirà a dare risposta agli iscritti. Siamo già in ritardo. Si aspettano dalla segreteria nazionale delle indicazioni per colmare i buchi: a livello regionale è fondamentale. C'è l'occasione di creare legami con le generazioni successive: troviamo dei contenuti da diffondere.

Dopo la pausa pranzo, Maurizio Lembo comunica la proposta della Segreteria sull'esecutivo, formato dai coordinatori responsabili dei gruppi di lavoro che dovranno stabilire anche le date dei prossimi incontri:
1. Università e Afam: FRANCESCA RUOCCO
2. Ricerca: MANGIOLFI ANTONIO
3. Scuola: GIACOMO RUSSO
4. Formazione Professionale e Scuola Privata: PATRIZIA RIDONI (assente)


Ricomincia la discussione.
11) Nicola Catalano, Ricerca, Roma: sottolinea la necessità di fare rete tra coordinamento e movimenti. La FLC per prima ha creato un percorso per garantire ai precari di organizzarsi e di essere rappresentati: si potrebbe pensare anche a RSU dei precari. Bisogna avanzare delle proposte, ad esempio il reddito di cittadinanza e la riorganizzazione degli enti di ricerca, e fare attenzione al concetto bipartisan di scuola legata al censo.
12) Domenico Mele, Ricerca, Napoli: rileva la difficoltà di raggiungere coloro che lavorano nei laboratori, che si sono mossi tardi e solo una volta colpiti direttamente. Un problema da discutere si basa sulla peculiarità degli assegni di ricerca, no tax ma con relativi limiti dal punto di vista del riconoscimento economico-sociale. Sottolinea l'importanza della mission: chi si avvicina al sindacato è alla canna del gas.
13) Alessandra Santagata, Scuola, Campobasso: rileva che il Coordinamento non dev'essere luogo di cahiers de doleance ma luogo in cui si realizza l’unità dei lavoratori, confrontandosi anche con altri lavoratori e genitori.
14) Francesca Ruocco, Università, Bologna: sottolinea come il Coordinamento precari della FLC abbia dato protagonismo ai precari in un settore strategico. I Coordinamenti territoriali devono essere nodo di contatto con i lavoratori. Ci sono elementi comuni a prescindere dal comparto di provenienza: investimento sui saperi, costruzione di nuovi diritti nel lavoro, welfare (cfr. proposta CGIL su ammortizzatori sociali). Quanto al reddito di cittadinanza, bisogna spingere sulla CGIL. Occorre costruire un dialogo con gli studenti. Infine, ottenere l'ingresso di precari nelle delegazioni trattanti.
15) Cristina Lusso, Scuola, Cagliari: è in Segreteria e questo le dà la possibilità di avere uno sguardo trasversale, da cui nasce la riflessione di una difficoltà legata al mondo di Università e Ricerca perché i lavoratori a termine di questi settori non si sentono “precari” ma “ricercatori”. Sottolinea come il legame con gli studenti ci sia già e come, pur essendo andati in delegazione trattante in Regione, i precari non abbiano ottenuto molto: la vera priorità è comunicare, mettere in rete le informazioni.
16) Rita Petti, Scuola, Siena: è in Segreteria; rispetto all'esigenza delineata da molti di definire obiettivi condivisi fra i comparti, sottolinea come il fatto stesso di essere il Coordinamento precari della FLC dia come obiettivo la diffusione di cultura e conoscenza. Pensa che “il mondo finirà per colpa dei buoni”, perché sono state date per scontate cose che ora stiamo perdendo: diritti, tutele, il contratto. La ricchezza dei precari è nell'aver sperimentato la flessibilità ed essere sopravvissuti. E' molto importante costruire la rete e soprattutto non piangersi addosso. Qualcuno vorrebbe far passare il sindacato per un sicariato: non è così, se ci sono posti ci sono per tutti.
17) Antonio Mangiolfi, Ricerca, Roma: sottolinea l'importanza di mettere insieme nel coordinamento persone diverse con esperienze diverse, anche per trovare il filo conduttore tra le forme del precariato nei vari segmenti della conoscenza. Quanto alla scuola, lo strumento delle graduatorie, strutturato, è migliore della chiamata diretta. In generale, bisognerebbe censire e ridimensionare la giungla dei contratti atipici, coinvolgere tutti i lavoratori precari, evitare di sottovalutare e banalizzare certi problemi come se fossero di minore importanza.

Conclusioni di Mimmo Pantaleo:
E' importante che la FLC CGIL garantisca ai precari un luogo di discussione e decisione: la logica prevalente oggi è l'individualismo, invece serve condivisione. All'orizzonte non c'è un miglioramento né un peggioramento: i paradigmi sono in crisi, il liberismo ha fallito, la flessibilità era stata accolta con favore perché si inseriva nel rifiuto sociale di schemi rigidi ma ha fallito comunque.
Oggi emergono la questione della spesa sociale, dell'attacco ai diritti, al CCNL, l'individualizzazione che striscia anche nel modello di valutazione della Gelmini: il punto in discussione è la sopravvivenza del sindacato come strumento di mediazione sociale. Le alternative sono quella dell'individuo che delega a qualcun altro o la scelta di CISL e UIL di essere sindacato di mercato: nessuna di queste appartiene alla CGIL.
Il paese è polarizzato: il ceto medio è scomparso.
Si parla di fase di ribellione: come potrebbe essere altrimenti per la “Generazione del niente”? Niente futuro, niente apprendimento, niente welfare, niente ascensore sociale. La preoccupazione è che la reazione violenta sia condivisa perché nessuno ascolta gli studenti.
Quanto ai precari della scuola, c'è la possibilità che le Graduatorie vengano chiuse in attesa del nuovo percorso abilitante, ma il rischio è legato al fatto che manca una vera forma di garanzia per gli inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento. Un altro pericolo nasce dalla tendenza all'individualismo dei precari, per cui mors tua vita mea.
A questo quadro fa da sfondo il problema della rappresentanza, delle figure nuove e in generale: le divisioni si ripercuotono anche nelle nostre strutture, noi abbiamo il dovere di unificare.
Il Coordinamento precari che la FLC vuole non è burocratico, è luogo di discussione, confronto, analisi, con capacità di irradiare nel territorio, per dare un orizzonte, organizzare iniziative, cambiare la cultura della FLC.
Gli strumenti di lavoro possono essere videoconferenze e altri mezzi tecnologici, ma è bene incontrarsi e, quanto alle modalità, organizzare dei gruppi di lavoro sui problemi trasversali come welfare e reclutamento ad esempio.







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