Nuovo reclutamento, e i precari storici?

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Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da gialov il Mer Ago 11, 2010 5:56 pm

A fine agosto il decreto sul nuovo sistema di reclutamento? Si rischia un nuovo precarificio

Mar, 10/08/2010 - 07:46

A quanto pare è possibile. Probabilmente la parola d'ordine è fare in fretta, data la burrasca Fini che si è abbattuta sulla maggioranza. A farla da padrone saranno i concorsi, ma con quali modalità? I "vecchi" precari che fine faranno? Giulia Boffa ha posto alcune domande a Max Bruschi, consigliere del Ministro Gelmini.

Giulia Boffa: a che cosa serviranno i concorsi se il TFA deve abilitare solo secondo necessità? Mi spiego meglio: se in una
provincia si abilitano in 3 (è solo un esempio) vuol dire che ci sono 3 posti, quindi uno per ognuno. Dovrebbero entrare subito in ruolo: allora perché il concorso? Inoltre, se in Calabria (altro esempio) non si abilita nessuno per mancanza di posti, nessun abilitato potrà fare il concorso in Lombardia; allora a che servono i concorsi, solo a cambiare
le posizioni in base ai punteggi del concorso invece che in base a quelli di abilitazione? E a che serve se comunque in base ai posti stabiliti per TFA, l'immissione in ruolo è possibile per tutti contemporaneamente?


Max Bruschi: no, le cose non stanno proprio così. Primo, c'è un arretrato che pesa come un macigno sulla scuola italiana (ndr. si riferisce al precariato). Un arretrato prodotto da un coacervo di motivi che penso tutti conosciate. Secondo, tutti i tentativi fatti sino ad oggi per creare un simile automatismo (primo Berlinguer, ultimo il 227) sono miseramente
naufragati. Perché per accedere al ruolo, nel "secondo canale", essendo il primo riservato alle GAE, occorre comunque un concorso. Una cosa le posso dire, però: non saranno concorsi per "scalare posizioni". Ma per entrare effettivamente a scuola.


Ma, chi potrà accedere a tali concorsi? Non abbiamo la risposta di Bruschi a tale domanda. Possiamo, però, provare noi a fare delle ipotesi. Ai concorsi potranno partecipare:

  1. i soli neoabilitati sul 50% dei posti disponibili, mentre i "vecchi" precari accederanno per il 50% dei restanti posti dalla GaE (Graduatoria ad Esaurimento)
  2. i neoabilitati e i "vecchi" precari sul 100% dei posti. In questo caso le GaE dovranno essere sciolete (ipotesi improbabile)
  3. i neoabilitati e i "vecchi" precari sul 50% dei posti, mentre il restante 50% potrebbe essere coperto dagli aspiranti iscritti in GaE
Altra questione importante. Da quanto riferito dal consigliere del ministro, ci sembra che il nuovo sistema di arruolamento aggiri quel "sistema di automatismo" che garantirebbe il fermo alla creazione di nuovo precariato.

Infatti, se da un lato i corsi per l'abilitazione saranno banditi in base al numero delle cattedre vacanti, dall'altro le parole del
consigliere e le possibili ipotesi per accedere al concorso e quindi al ruolo ci fanno intuire che tale numero programmato rischia di essere vanificato dal sistema del concorso, in quanto non potrà garantire a tutti i neoabilitati l'immissione in ruolo, dovendo (indipendentemente dalle ipotesi fatte) dividere i posti con i precari storici.

Il rischio serio è che con il nuovo sistema di formazione e l'accesso a ruolo per concorso si ripeta "l'errore" delle SSIS, che basate per normativa sul numero programmato in base ai posti disponibili, si sono traformate in precarifici.


Ultima modifica di gialov il Gio Ago 12, 2010 1:33 pm, modificato 1 volta
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da Emma Giannì il Mer Ago 11, 2010 9:18 pm

beh...o si fa la rivoluzione,o si muore
echecazz
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da silvia il Gio Ago 12, 2010 11:43 am

Cari colleghi,

dal momento che sono una non abilitata, e ho seguito tutto questo teatro della nuova formazione - passatemi l' espressione - da vicino, vorrei lasciarvi alcune considerazioni su questo comunicato.

Premetto che Bruschi afferma che non si tratta di un' intervista ma di una domanda rivoltagli sul blog o su FB a cui lui ha risposto, e che e' stata successivamente estrapolata.

In ogni caso, per quanto ne so le cose stanno cosi':
1) ancora non si vede all' orizzonte il provvedimento sulla formazione iniziale, dopo due anni di girigogoli, e siamo in forte ritardo per una eventuale partenza del transitorio nel prossimo AA;

2) il provvedimento sulle nuove classi di concorso deve ancora terminare il proprio iter;

Quindi, affrontare attualmente il tema del nuovo reclutamento mi pare pura demagogia, e un modo per sviare l' attenzione da problemi piu' immediati, come il fatto che non vi sono canali abilitanti per la secondaria da due anni e c'e' gente, come me, che lavorava, sebbene da non abilitata, e adesso non lavora piu' ne' si puo' abilitare in alcun modo. Potrebbe pure essere un modo per cercare di racimolare un po' di consenso nell' ipotesi di elezioni anticipate.

Per questo, facciamo benissimo a mantenere alta l' attenzione, perche' i diritti acquisiti non si toccano. Pero' vi suggerisco di considerare quanto di realistico e quanto di propagandistico vi possa essere in questo comunicato.
Ci tengo a dirvi che e' sbagliato identificare i potenziali "nemici" con i non abilitati che vogliono abilitarsi, come e' sbagliato identificare il precariato della scuola con i soli iscritti nelle GE. Vi sono tantissimi casi di persone (fra cui io stessa) che gia' lavoravano nella scuola e sono rimasti tagliati completamente fuori, e rivendicano l' abilitazione come possibilita' per tornare a lavorare, e non certo per "concorrere" con i colleghi.

Per quanto riguarda poi i nuovi laureati magistrali, faccio solo presente che qualunque LM, e anche queste, deve attraversare l' iter previsto dall' autonomia didattica universitaria. Quando si e' trattato della riforma ai sensi del DM 270/04, gli ordinamenti riformati ci hanno messo, nel caso piu' veloce, 4 anni a diventare attuativi. Aggiungiamoci che ancora devono essere ridefinite le cdc delle superiori e, in conseguenza, le relative lauree magistrali, tanto per avere una stima dei tempi.
Quindi azzardo la previsione che la fase transitoria (quando partira') durera' molto piu' di quanto si dica, e sarebbe bene utilizzarla per risolvere le situazioni inerenti alle altre sacche di precariato attualmente esistenti, senza con cio' toccare minimamente i diritti acquisiti dagli abilitati e le GE. Per quanto ne so il governo non fa neanche questo, e non mi riferisco a sanatorie e ope legis, ma anche al solo sfoltimento delle procedure necessarie alla partenza del transitorio per chi possiede titoli di studio o servizio, come ad es proposto dalla stessa VII Camera quando chiede di mandare queste persone al solo orale (che sarebbe gestito localmente dalle uni, mentre la prova scritta e' prevista nazionale, e capite bene quale incidenza questo abbia sui tempi).
Discutere di nuovi reclutamenti mi pare per ora solo un modo per sviare l' attenzione da altri problemi piu' urgenti.

Fra questi problemi, uno non secondario riguarda secondo me l' incertezza della disciplina del reclutamento attuale. Penso che dovremmo chiedere con forza e decisione una disciplina chiara, certa e stabile del reclutamento tramite GE. Non e' dignitoso che i colleghi (tutti i colleghi) rischino di cambiare posizione ogni 6 mesi a seconda dei ricorsi e controricorsi di pincopallino, e che vi sia un florido ricorsificio sempre a spese dei precari. Non e' possibile che ogni governo cambi e scambi disposizioni sulle GE in continuazione (pettini, code, 1 provincia, 2 province, 3 province... e che e', una tombola??). Mi pare il minimo dovuto alle persone concentrarsi sul reclutamento gia' esistente per dare certezza e stabilita', evitando di farne un girone dantesco come e' attualmente, invece che favoleggiare di fantomatiche fini del precariato e nuovi reclutamenti.

grazie
ciao
silvia
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da ddr67 il Gio Ago 12, 2010 2:35 pm

silvia ha scritto:Cari colleghi,

dal momento che sono una non abilitata, e ho seguito tutto questo teatro della nuova formazione - passatemi l' espressione - da vicino, vorrei lasciarvi alcune considerazioni su questo comunicato.

Premetto che Bruschi afferma che non si tratta di un' intervista ma di una domanda rivoltagli sul blog o su FB a cui lui ha risposto, e che e' stata successivamente estrapolata.

In ogni caso, per quanto ne so le cose stanno cosi':
1) ancora non si vede all' orizzonte il provvedimento sulla formazione iniziale, dopo due anni di girigogoli, e siamo in forte ritardo per una eventuale partenza del transitorio nel prossimo AA;

2) il provvedimento sulle nuove classi di concorso deve ancora terminare il proprio iter;

Quindi, affrontare attualmente il tema del nuovo reclutamento mi pare pura demagogia, e un modo per sviare l' attenzione da problemi piu' immediati, come il fatto che non vi sono canali abilitanti per la secondaria da due anni e c'e' gente, come me, che lavorava, sebbene da non abilitata, e adesso non lavora piu' ne' si puo' abilitare in alcun modo. Potrebbe pure essere un modo per cercare di racimolare un po' di consenso nell' ipotesi di elezioni anticipate.

Per questo, facciamo benissimo a mantenere alta l' attenzione, perche' i diritti acquisiti non si toccano. Pero' vi suggerisco di considerare quanto di realistico e quanto di propagandistico vi possa essere in questo comunicato.
Ci tengo a dirvi che e' sbagliato identificare i potenziali "nemici" con i non abilitati che vogliono abilitarsi, come e' sbagliato identificare il precariato della scuola con i soli iscritti nelle GE. Vi sono tantissimi casi di persone (fra cui io stessa) che gia' lavoravano nella scuola e sono rimasti tagliati completamente fuori, e rivendicano l' abilitazione come possibilita' per tornare a lavorare, e non certo per "concorrere" con i colleghi.

Per quanto riguarda poi i nuovi laureati magistrali, faccio solo presente che qualunque LM, e anche queste, deve attraversare l' iter previsto dall' autonomia didattica universitaria. Quando si e' trattato della riforma ai sensi del DM 270/04, gli ordinamenti riformati ci hanno messo, nel caso piu' veloce, 4 anni a diventare attuativi. Aggiungiamoci che ancora devono essere ridefinite le cdc delle superiori e, in conseguenza, le relative lauree magistrali, tanto per avere una stima dei tempi.
Quindi azzardo la previsione che la fase transitoria (quando partira') durera' molto piu' di quanto si dica, e sarebbe bene utilizzarla per risolvere le situazioni inerenti alle altre sacche di precariato attualmente esistenti, senza con cio' toccare minimamente i diritti acquisiti dagli abilitati e le GE. Per quanto ne so il governo non fa neanche questo, e non mi riferisco a sanatorie e ope legis, ma anche al solo sfoltimento delle procedure necessarie alla partenza del transitorio per chi possiede titoli di studio o servizio, come ad es proposto dalla stessa VII Camera quando chiede di mandare queste persone al solo orale (che sarebbe gestito localmente dalle uni, mentre la prova scritta e' prevista nazionale, e capite bene quale incidenza questo abbia sui tempi).
Discutere di nuovi reclutamenti mi pare per ora solo un modo per sviare l' attenzione da altri problemi piu' urgenti.

Fra questi problemi, uno non secondario riguarda secondo me l' incertezza della disciplina del reclutamento attuale. Penso che dovremmo chiedere con forza e decisione una disciplina chiara, certa e stabile del reclutamento tramite GE. Non e' dignitoso che i colleghi (tutti i colleghi) rischino di cambiare posizione ogni 6 mesi a seconda dei ricorsi e controricorsi di pincopallino, e che vi sia un florido ricorsificio sempre a spese dei precari. Non e' possibile che ogni governo cambi e scambi disposizioni sulle GE in continuazione (pettini, code, 1 provincia, 2 province, 3 province... e che e', una tombola??). Mi pare il minimo dovuto alle persone concentrarsi sul reclutamento gia' esistente per dare certezza e stabilita', evitando di farne un girone dantesco come e' attualmente, invece che favoleggiare di fantomatiche fini del precariato e nuovi reclutamenti.

grazie
ciao
silvia

Sottoscrivo al 100% sopratutto l'ultima parte che riguarda la salvaguardia dei titoli per le graduatorie. Purtroppo a scombinare tutto, dopo una certa stabilità, ci ha pensato fioroni e da lì poi è stata una tragedia.

Io sono due anni che cerco di portare avanti anche nel movimento il punto riguardante le graduatorie, ma mi si è sempre risposto che andare su temi troppo tecnici divideva il precariato e ci si doveva concentrare solo sui tagli.

A me sta risposta non ha mai convinto del tutto, ho sempre sentito puzza di ideologia, di politicizzazione, ma si sa, io sono sempre stato bollato come uno che continua a fare polemiche inutili Very Happy Very Happy
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da maria pia labita il Gio Ago 12, 2010 4:06 pm

beh!
Di tecnico vi posso dire solo che a Palermo abbiamo lavorato come gli schiavi per proporvi una Piattaforma che includesse tutte quelle circolanti e che è stata POCO considerata.
Includeva anche proposte sui non abilitati ed è visionabile su qualunque forum.

Detto questo aggiungo:
1. i precari storici non si toccano
2.la GAE non si tocca e NON SI TOCCANO I PUNTEGGI.
3.E' chiaro che i NON ABILITATI hanno diritto ad ABILITARSI.

TUTTI ABBIAMO DIRITTO AL LAVORO SALVAGUARDATO dal momento che abbiamo SEMPRE,chi più chi meno,lavorato per lo STATO.

Con i tagli non torneranno indietro! Chi ci crede secondo me è un illuso.
Possiamo,forse,solo bloccarli e proporre una Riforma che salvaguardi qualità e posti di lavoro.

Su questo si dovrebbe concentrare l'iniziativa comune di lotta.
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da silvia il Gio Ago 12, 2010 8:00 pm

Caro Ddr67, cara Maria Pia,

io penso che ci si debba sporcare le mani col lavoro "tecnico" perche', come si dice, il diavolo e' nel particolare.
Questo non toglie ovviamente validita' alle rivendicazioni di carattere generale, anche se concordo con Maria Pia che difficilmente sui tagli gia' avvenuti si tornera' indietro.

Ddr67, non vedo come proposte che riguardino la stabilita' delle GE e della disciplina del reclutamento possano spaccare il fronte dei precari. Non lo spaccano piuttosto i ricorsi nominali? Io concordo con te, bisogna portarle avanti.

Maria Pia, non ho presente in questo momento la tua piattaforma. La puoi postare? Ne ho viste diverse sui non abilitati, in genere separate dalle altre. Su questo forum ne ho viste diverse unitarie con gli abilitati, e tutte interessanti.
Il problema e' che con i nostri diritti, di tutti parlo, ci hanno fatto la birra. Concordo con te sui tre punti, ma cosa accade?
I precari storici spesso e volentieri sono a spasso pure loro, oppure gli tocca rifarsi la gavetta su due-tre sedi; i punteggi delle GE non si toccano, come anche le posizioni, ma quali punteggi e quali posizioni?? Sono quanto di piu' instabile si possa immaginare e il problema si trascina (vedi casini anief e controricorsi vari, di cui ho perso il conto, e vedi la gestione, che cambia ogni due anni, tipo tarantella) e i non abilitati vengono menati per il naso per il terzo anno (e non mi riferisco a ope legis, ma a canali abilitanti ordinari), le GI praticamente e' come se non esistessero piu' (e di lavoro neanche l' ombra), anche laddove le persone erano chiamate su supplenze fino al 30 giugno nel 2008-09. Cosi' non puo' andare avanti. Altroche' se ci si deve sporcare le mani!!!

La mia impressione e' che al ministero ci sia il pilota automatico e non si rendono nemmeno conto di quello che dicono, e soprattutto fanno. Se vogliono risolvere il problema del precariato, si rassegnino che esiste un solo modo: assumere a tempo indeterminato. Diversamente, niente risolvera' il problema del precariato.

grazie
ciao
silvia
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da maria pia labita il Gio Ago 12, 2010 10:25 pm

Intanto precisiamo che le piattaforme non sono "mie" ma di tutto il gruppo di lavoro costituito a Palermo e sono su questo stesso forum.
La prima del CPS Palermo.
La seconda unificava varie Piattaforme "La scuola che vogliamo"....ferma alla versione di bozza 5.
Puoi leggertele con calma!

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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da ddr67 il Gio Ago 12, 2010 11:56 pm

silvia ha scritto:....
Ddr67, non vedo come proposte che riguardino la stabilita' delle GE e della disciplina del reclutamento possano spaccare il fronte dei precari. Non lo spaccano piuttosto i ricorsi nominali? Io concordo con te, bisogna portarle avanti.
E infatti a questa obiezione chiedevo sempre di essere più chiari, di spiegare il perchè certe proposte avrebbero spaccato, ma nessuno mi dava spiegazioni, si ripeteva sempre a mo di pappagallo la frase che si spaccava il fronte. Per questo ho scritto che sentivo puzza Very Happy Very Happy
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da silvia il Ven Ago 13, 2010 12:38 pm

grazie per la piattaforma, Maria Pia. Le sto scaricando tutte per leggerle e confrontarle.
Per tua intendevo del gruppo di riferimento, non tua personale, ma la precisazione e' doverosa!

ciao
silvia
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da maria pia labita il Dom Ago 15, 2010 11:18 pm

silvia ha scritto:grazie per la piattaforma, Maria Pia. Le sto scaricando tutte per leggerle e confrontarle.
Per tua intendevo del gruppo di riferimento, non tua personale, ma la precisazione e' doverosa!

ciao
silvia

infatti!
Durante questi lunghi mesi e mesi di proteste,documenti ecc.ecc.abbiamo imparato che le parole sono MOLTO importanti!
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da maria pia labita il Dom Ago 15, 2010 11:22 pm

e poi c'è un gruppo di colleghi che si battono per l'unificazione delle aree di sostegno.
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da maria pia labita il Lun Ago 16, 2010 4:45 pm

questo è il percorso che i colleghi di cui ti parlavo hanno seguito!

Giorno 06.07 è arrivata la risposta del MIUR all'interrogazione presentata dall'On. Alessandra Siragusa il 30.03.2010.


Ovviamente non è la soluzione del problema, ma è cque una buona cosa avere ricevuto una risposta favorevole. L'ho comunicato al Dott. Salvatore Nocera



Responsabile dell'area Normativo-Giuridica dell'Osservatorio dell’A.I.P.D. (Ass. Italiana Delle Persone Down) sull’integrazione scolastica e attualmente vicepresidente della F.I.S.H. (Federaz. Italiana per il Superam. dell'H).



Allego:


- interrogazione di Alessandra Siragusa


- risposta del MIUR


- miei interventi e di altri colleghi pubblicati su OrizzonteScuola










02694 Siragusa:

Istituzione di un elenco unico dei docenti di sostegno per le scuole superiori.



TESTO DELLA RISPOSTA (da parte del MIUR)



Si ritiene meritevole di attenzione la proposta avanzata dall'Onorevole interrogante

di unificare l'elenco degli insegnanti di sostegno della scuola secondaria di secondo grado,

che attualmente è suddivisa in quattro aree:

scientifica (AD01), umanistica (AD02), tecnica (AD03) e psicomotoria (AD04),

analogamente a quanto già previsto per la scuola secondaria di primo grado.
L'attività di integrazione degli alunni disabili, infatti, ai sensi della vigente normativa,


non attiene allo specifico insegnamento ma alle effettive necessità dell'alunno

riferite alla propria tipologia di handicap; sarebbe opportuno,

quindi, che l'assegnazione dei posti venisse effettuata seguendo l'ordine di graduatoria.
Si valuterà, pertanto, l'opportunità di modificare in tal senso


il decreto ministeriale n. 132 del 26 aprile 1993, sentite le organizzazioni sindacali.



Alessandra SIRAGUSA (PD), replicando, si dichiara molto soddisfatta della risposta ricevuta,

rilevando che appare a questo punto urgente convocare i sindacati

al fine di modificare il decreto in questione, anche in considerazione del fatto

che tutte le parti in causa concordano in merito alla vicenda in oggetto.




ATTO CAMERA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02694


Dati di presentazione dell'atto



Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 302 del 30/03/2010

Firmatari



Primo firmatario: [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/03/2010

Commissione assegnataria



Commissione: [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
Destinatari



Ministero destinatario:

· MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA




MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 30/03/2010

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-02694


presentata da

ALESSANDRA SIRAGUSA
martedì 30 marzo 2010, seduta n.302



SIRAGUSA. -


Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.



- Per sapere - premesso che:

nell'ambito della ridefinizione delle classi di concorso della scuola secondaria di secondo grado


si rileva la necessità di unificare l'elenco degli insegnanti di sostegno della scuola secondaria di secondo grado attualmente suddiviso in quattro aree: scientifica (AD01), umanistica (AD02), tecnica (AD03) e psicomotoria (AD04);

tale suddivisione è già stata superata nella scuola media e la sua applicazione nella scuola secondaria di secondo grado non ha fondamento giuridico né pedagogico;

tutti gli insegnanti di sostegno seguono il medesimo corso di specializzazione


- a prescindere dalla classe disciplinare da cui provengono - e ricevono la stessa formazione;

di fatto, nelle scuole, agli insegnanti di sostegno viene richiesto di affiancare tutti i docenti curricolari e di seguire gli alunni in tutte le materie a prescindere dalla propria area di appartenenza, sulla base delle necessità degli alunni che di volta in volta si presentano;

mentre si richiede ai docenti curricolari di conoscere gli argomenti specifici da proporre agli allievi, ai docenti di sostegno si richiede di progettare e sperimentare le metodologie più adatte ai fabbisogni e alle necessità dei propri alunni;

la suddivisione in aree disciplinari delle attività di sostegno nelle scuole superiori non è stata istituita per legge;

il riferimento normativo per ogni ordine di scuola è lo stesso: la legge quadro n. 104 del 1992. Sembrerebbe, tuttavia, che l'equivoco scaturisca da un'errata interpretazione del comma 5 dell'articolo 13 di tale legge, che recita:


«Nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono garantite attività didattiche di sostegno, con priorità per le iniziative sperimentali di cui al comma 1, lettera e), realizzate con docenti di sostegno specializzati, nelle aree disciplinari individuate sulla base del profilo dinamico-funz. e del conseguente piano educativo individualizzato».

È opinione diffusa ormai che gli operatori della scuola non abbiano compreso che l'espressione «nelle aree disciplinari» era riferito alle «attività didattiche» e non ai «docenti specializzati» che sono specializzati invece in tutte le aree;

sulla base di tale errata interpretazione fu emanata l'ordinanza ministeriale n. 78 del 23 marzo 1993, con la quale venne creata una corrispondenza fra aree disciplinari e classi di concorso ai fini dell'insegnamento di sostegno nella scuola secondaria di II grado;

con tale provvedimento si fa confluire, per esempio, nell'area tecnica AD03 ben 133 tipologie di classi di concorso.


Si va da insegnanti diplomati tecnico pratici, di formazione prettamente professionale,

ad insegnanti di materie giuridiche ed economiche di connotazione sicuramente più vicina all'area umanistica.

Mentre nell'area scientifica AD01 confluiscono 12 classi di concorso,

nell'area umanistica AD02 confluiscono 25 classi di concorso

e nell'area psicomotoria AD04 confluisce un'unica classe di concorso;
tale suddivisione, si può prestare ad una gestione poco chiara della designazione delle cattedre di sostegno alle diverse aree;


tali assegnazioni, dovrebbero scaturire dalle indicazioni del gruppo misto, mentre, nella realtà, molti presidi richiedono direttamente agli Uffici scolastici provinciali i docenti di sostegno,

con criteri non sempre trasparenti e spesso scollegati dalle effettive necessità degli alunni;
a causa di questo sistema di reclutamento, docenti di sostegno di una determinata area con un punteggio più alto rimangono disoccupati e docenti di altre aree con un punteggio più basso


continuano a ricevere incarichi di supplenza annuale dagli Uffici scolastici provinciali;

il meccanismo di cui sopra spesso penalizza insegnanti con una maggiore anzianità di servizio

che talvolta non ricevono l'incarico;

l'unificazione delle aree darebbe a tutti le stesse possibilità;
spesso un insegnante di sostegno nominato dagli Uffici scolastici provinciali sulla propria area, quando arriva a scuola, si vede assegnare ragazzi diversamente abili che appartengono ad un area disciplinare diversa dalla propria;


si verifica altresì che, quando l'elenco di un'area viene esaurito, si attingano i docenti dagli elenchi di altre aree in maniera incrociata tenendo conto solo del loro punteggio

se il Ministro non ritenga di dover istituire un elenco unico di sostegno anche per le scuole superiori così come già previsto per gli insegnanti di sostegno delle medie. (5-02694)


ORIZZONTE SCUOLA


Il perchè dell'inutilità delle aree di sostegno



Lun, 19/07/2010 - 06:58

red - Pubblichiamo un resoconto della trasmissione radiofonica Ditelo a RGS sulle "aree di sostegno nella scuola superiore" del 10.07.2010; un articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia Domenica 11 luglio 2010 riferito alla trasmissione "Ditelo a RGS" nella Cronaca di Palermo, i commenti delle docenti Liella Stagno, Mariuccia Guastella, Alida Bondì. Alla trasmissione sono intervenuti il Dott. Maurizio Gentile, responsabile dell'Ufficio H della Direzione Scolastica Regionale Siciliana, che ha definito la divisione in aree "un'aberrazione da abolire", e il Dirigente Scolastico Roberto Tripodi, presidente dell'Associazione scuole autonome della Sicilia il quale invece afferma che bisognerebbe cambiare il sistema di reclutamento, "perché arrivano docenti poco motivati. Occorrerebbe un comitato di valutazione che rimetta al centro lo studente".

Resoconto trasmissione "Ditelo a RGS" del 10.07.2010 (a cura di Liella Stagno)

Stamattina alle ore 7:40 c'è stata una trasmissione radiofonica sulla stazione radio 102.700. per parlare delle problematiche derivanti dalla divisione in aree del sostegno alla scuola superiore.
Sono intervenuti il Preside dell'ITI Volta Dott. Roberto Tripodi e il Dott. Maurizio Gentile responsabile dell'Ufficio H della Direzione Scolastica Regionale Siciliana, la collega Alida Bondì e anch'io.
Personalmente ho evidenziato due aspetti fondamentali: la professionalità dei docenti con tanti anni di servizio alle spalle mortificata per avvantaggiare docenti di "primo pelo" e, dunque, la assoluta mancanza di riguardo per il tanto decantato, ma assolutamente non rispettato, MERITO; e la conseguenziale ricaduta negativa di questo sugli alunni disabili.
E ho citato anche la positiva e recentissima risposta del MIUR alla interrogazione dell'On. Alessandra Siragusa, che per la prima volta si è mostrato favorevole e disponibile alla riunificazione delle aree di sostegno alla scuola superiore.
La collega Alida ha avuto ancor meno di me la possibilità di parlare anche se aveva tante cose, e tutte molto interessanti e pregnanti, da dire con argomentazioni impeccabili.
Purtroppo, non abbiamo avuto la possibilità di replicare a ciò che hanno detto il Preside Tripodi e il Dott. Gentile.
Ad es. a fronte del numero di cattedre citate non è stato specificato quante classi di concorso afferiscono alle 4 diverse aree di sostegno:
- 132 per AD03
- 1 per AD04
- 12 per AD01
- 25 per AD02,
o che la maggior parte dei posti di AD03 verranno assegnati ai docenti DOS (dotazione organica di sostegno) e ai docenti in assegnazione e utilizzazione provvisoria per cui per i precari ne rimarranno ben pochi, soprattutto tenendo conto della numerosità degli iscritti nell'area e degli altissimi punteggi proprio perché i docenti di area AD03 raramente riescono ad avere il ruolo sia sul sostegno che sulla propria disciplina e, dunque, si staziona come precari per anni e anni accumulando punteggi assolutamente non paragonabili con quelli delle altre aree


E non è stato neanche detto che il lavoro dell'insegnante di sostegno viene svolto allo stesso modo su tutte le discipline e su tutte le aree avendo seguito tutti il medesimo corso di sostegno polivalente e multidisciplinare a prescindere da quale sia l'area in cui siamo stati inseriti e di cui nelle scuole non si tiene affatto conto, come sappiamo bene tutti e anche i Presidi e il Dott. Gentile.

Ringrazio ovviamente la giornalista, Alessandra Turrisi, per l'opportunità che ci ha dato, anche se i tempi stretti della trasmissione non hanno consentito un approfondimento del problema, comunque è stato importante parlarne anche in quella sede.

Il Preside Tripodi ha fatto venire fuori una situazione quasi di normalità o per cui i problemi dipenderebbero prevalentemente dalla incapacità dei docenti di sostegno per i quali addirittura servirebbe un comitato di valutazione.
Mi permetto di dissentire perché se siamo inseriti in graduatorie statali/provinciali è perché siamo stati già abbondantemente valutati attraverso concorsi o addirittura attraverso esami di accesso, in itinere e finali alle SSIS.
Quante volte dovrebbero essere valutati i docenti? La stessa cosa dovrebbe avvenire allora per i Dirigenti Scolastici.


Inoltre, sappiamo bene che non sono certo i docenti in AD03 che "utilizzano" gli alunni disabili per transitare presto nella propria classe di concorso, almeno in Sicilia.
Inoltre non si è parlato del fatto che non si tiene affatto conto del tipo di scuola nei quali gli alunni si iscrivono, infatti le scuole di tipo tecnico, professionale e artistico pullulano di docenti di area umanistica (ripeto almeno in Sicilia e in moltissime province d'Italia) nonostante l'area AD03 sia proprio quella tecnica, professionale e artistica e, dunque, osservando il DM 170 del 25/05/1995,
richiamato dal Dott. Di Stefano, quella che dovrebbe essere prevalente e che, invece, viene discriminata.


Cronaca di Palermo (pag. 31) dell'11 luglio 2010

Ditelo a RGS. Protestano gli insegnanti precari: abbiamo punteggi alti in graduatoria ma il metodo di assegnazione impedisce di ottenere un posto.

<<Le supplenze sono impossibili>> Alle superiori penalizzati gli incaricati di area tecnica Accuse gravi, che a Ragusa hanno portato a una denuncia in Procura, e che a Palermo vengono lanciate dai precari dell'area AD03, quella tecnica in cui ricadono 132 classi di concorso.

Alessandra Turrisi

Hanno punteggi alti in graduatoria, ma non riescono ad avere un incarico di docenza. Colpa del complicato metodo di assegnazione delle supplenze agli insegnanti di sostegno delle scuole superiori.

Una vicenda che contribuisce a lasciare nel precariato centinaia di docenti siciliani, i quali accusano le scuole di eccessiva discrezionalità e di distribuire gli studenti disabili all'interno delle quattro aree disciplinari (umanistica, scientifica, tecnica professionale artistica, psicomotoria) non secondo le necessità dell'alunno, ma per salvaguardare i posti di lavoro di alcuni insegnanti.
Accuse gravi, che a Ragusa hanno portato a una denuncia in procura, e che a Palermo vengono lanciate dai precari dell'area AD03, quella tecnica in cui ricadono 132 classi di concorso.
Questi docenti chiedono, anche con un gruppo su face book, l'istituzione di un'area unica di sostegno della scuola superiore.
<<Quest'anno - racconta Liella Stagno, intervenendo a Ditelo a Rgs - nonostante i miei 120 punti, la mia esperienza e professionalità acquisite sul'attività di sostegno, sono rimasta disoccupata e non ho potuto svolgere neanche un giorno di supplenza. Ho assistito all'attribuzione di incarichi e supplenze a docenti neo-specializzati con 20/30 punti, ma inseriti in altre aree, soprattutto quella umanistica, non tenendo conto degli indirizzi scolastici frequentati dagli alunni>>.


Stessa storia per Alida Bondì, con 112 punti e l'unica possibilità di lavorare in una scuola regionale.
<<Questo sistema ha una ricaduta negativa sugli alunni disabili>> sottolinea Liella Stagno, che annuncia di una recente risposta del ministero dell'Istruzione a un'interrogazione del deputato del PD, Alessandra Siragusa, in merito alla riunificazione delle aree di sostegno, da cui attingere per gli incarichi.


La divisione in aree viene definita da Maurizio Gentile, responsabile dell'ufficio H della Direzione scolastica regionale, <<un'aberrazione da abolire>>, ma difende l'operato dei gruppi di valutazione all'interno delle scuole, <<in cui sono presenti e hanno voce anche i genitori>>. E per chiarire spiega che dei 660 docenti assegnati ai 1378 alunni disabili a Palermo, <<220 sono di area umanistica, 201 di area tecnica, 132 scientifica e 105 psicomotoria>>.

Ma la maggior parte di quei 201 posti, replica la Stagno <<vengono dati a docenti in utilizzazione provvisoria e per i precari non resta niente>>.

Per il presidente dell'Associazione scuole autonome della Sicilia, Roberto Tripodi, invece, bisognerebbe cambiare il sistema di reclutamento, <<perché arrivano docenti poco motivati. Occorrerebbe un comitato di valutazione che rimetta al centro lo studente>>.

Ma proprio per limitare l'arbitrio da parte delle scuole, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano, ha diramato una nota ai presidi in cui si ricordano i contenuti di un decreto ministeriale (170 del 1995), che prevede la ripartizione dei posti di sostegno in base ai profili dinamico-funzionali e ai piani educativi individualizzati, ma anche in relazione ai tipi di scuola frequentati dagli alunni disabili e alle materie di insegnamento dei docenti specializzati disponibili. *ALTU*)

Commento di Liella Stagno all'art. del Giornale di Sicilia.
Questa mattina Domenica 11 Luglio, è stato pubblicato sul Giornale di Sicilia un articolo nella Cronaca di Palermo a pag. 31 dedicata a Ditelo a RGS a completamento degli interventi fatti ieri sul problema delle aree di sostegno alla scuola superiore nella trasmissione radiofonica corrispondente. La giornalista, Alessandra Turrisi, è stata secondo me molto brava a mediare tra i vari punti di vista ma cercando di evidenziare il problema che non è di facile fruizione per chi non conosce i meccanismi di reclutamento dei docenti di sostegno alla scuola superiore.


In esso, ha riportato una frase del Dott. Maurizio Gentile, Responsabile dell'Ufficio H della Direzione Scolastica Regionale, perfettamente in linea con la nostra giusta esigenza di creare un'AREA UNICA SOSTEGNO SCUOLA SUPERIORE

"La divisione in aree è un'aberrazione da abolire", esigenza condivisa da moltissimi soggetti interessati alla problematica come ad es. il Dott. Salvatore Nocera Responsabile dell'area Normativo-Giuridica
dell'Osservatorio dell'A.I.P.D. (Ass. Italiana Delle Persone Down) sull'integrazione scolastica e attualmente vicepresidente della F.I.S.H. (Federazione Italiana per il Superamento dell'H.)
che in particolare ha scritto in un suo articolo: "Il criterio di assegnazione di tali aree è evanescente e si presta ai più diversi arbitri" frase, quest'ultima, che ho citato e commentato ieri quando ho iniziato il mio intervento nella trasmissione Ditelo a RGS.
Nell'articolo, inoltre, si cita l'interrogazione dell'On. Alessandra Siragusa e la recente risposta del MIUR alla stessa, anche se non è specificato che tale risposta è stata in senso favorevole alla riunificazione delle aree di sostegno e questo se non è la soluzione al problema, certamente è una cosa che va a favore del nostro progetto di legalità e giustizia distributiva nell'assegnazione degli incarichi di sostegno a vantaggio dei docenti e dei loro alunni.


Chiaramente il problema delle aree riguarda tutta Italia, ma Alessandra Turrisi ha messo in evidenza la problematica siciliana dove in particolare l'area AD03 è massacrata nell'attribuzione degli incarichi rispetto alla numerosità dei docenti inseriti in questo elenco-graduatoria nonché ai nostri altissimi punteggi.

So bene che ci sono alcune province dove altre aree sono penalizzate oltre a quella tecnica, professionale, artistica, ma proprio per questo l'unificazione delle aree dovrebbe essere il criterio da seguire per l'assegnazione degli incarichi e delle supplenze e ciò gioverebbe tanto ai docenti precari, perché potrebbero lavorare secondo il merito in base al loro punteggio e non in base a scelte discutibili e mai oggettive, che ai docenti di ruolo che rischiano di perdere la scuola in cui hanno lavorato e, dunque, i propri alunni proprio per il gioco delle aree che non tiene conto della continuità didattica, come lo stesso Dott. Nocera evidenzia. Sappiamo tutti d'altronde che nelle scuole delle aree non si tiene conto, e come ha detto bene una collega, Daniela Monteleone, che quest'anno è riuscita a prendere tardivamente addirittura a Dicembre, per il rotto della cuffia e rivendicandolo con forza, l'ultimo posto disponibile che era di area AD03 ma che, dicono per errore, era stato messo a convocazione
da parte dell'USP di Palermo in area AD02 umanistica, "le aree sono soltanto un semaforo rosso per accedere agli incarichi, semaforo che diviene verdissimo nelle scuole dove delle aree non si tiene più conto e i docenti di sostegno lavoriamo, a prescindere dall'area in cui siamo inseriti, su tutte le aree e su tutte le discipline e le famiglie spessissimo neanche conoscono l'area dei docenti assegnati ai loro figli, anche se viene detto che intervengono nella decisione dell'area. Spesso, invece, almeno a Palermo, come sappiamo bene e come sanno anche i Presidi e il Dott. Maurizio Gentile (per questo probabilmente parla di "aberrazione") l'area viene scelta mettendo una crocetta su una casellina piuttosto che su un'altra magari perché quel tal coordinatore ha deciso di favorire i docenti della medesima area a cui appartiene.


Lettera di Mariuccia Guastella, di Ragusa

La mattina del 10 luglio ho ascoltato la rubrica a Ditelo a RGS sulla disabilità e, in particolare, gli interventi sul sostegno ai disabili e le contraddizioni delle aree.
Intanto, grazie per la trasmissione e per la professionalità con cui è stata condotta dalla giornalista Alessandra Turrisi. Vorrei fare, però delle osservazioni.


Il Dirigente Scolastico Tripodi ha detto che nella scelta delle aree di sostegno non può esserci arbitrio da parte dei Presidi: la mia esperienza (insegno da 15 anni e da dieci nell'area tecnica) mi suggerisce il contrario; so di presidi che scelgono le aree sulla base di sollecitazioni esterne o per, a loro dire, una distribuzione equa, senza tenere conto della disabilità e del tipo di istituto, così come invece vorrebbe l'O.M.170/95.
Ancora Tripodi dice che alcuni docenti di sostegno sono poco motivati, circa il 20 % non sarebbe, secondo lui, all'altezza e che la scelta dei docenti di sostegno dovrebbe essere fatta da un comitato di valutazione interno alla scuola ecc.


La mia esperienza quindicinale mi fa chiedere: quanti sono gli insegnanti curriculari, poco motivati, che entrano in classe e con i loro metodi di spiegazione, verifiche orali e scritte, creano confusione e disordine mentale perfino agli alunni normodotati, figuriamoci agli alunni con disabilità?

La scelta degli insegnanti di sostegno fatta dal dirigente insieme ad un comitato di valutazione mi fa tremare perchè già so che molte scelte verrebbero fatte non seguendo criteri oggettivi, sulla base del curriculum del docente, ma su pressioni clientelari, raccomandazioni ecc. e qui ognuno potrebbe dire la sua.

Il dott. Maurizio Gentile nel suo intervento ha detto che su 660 posti di sostegno assegnati quest'anno nelle scuole superiori nella provincia di Palermo 220 sono stati attribuiti all'area umanistica, 201 all'area tecnica, 132 all'area scientifica e 105 all'area psicomotoria.

Premesso che il numero delle classi di concorso da cui provengono i docenti di sostegno è completamente diverso:
133 per l'area tecnica, 1 per la psicomotoria, 12 per la scientifica e 25 per l'umanistica non capisco come per il dott. Gentile sia stato normale assegnare 220 posti all'umanistica e 201 alla tecnica e così via.


Gli Istituti superiori nella provincia di Palermo ad indirizzo umanistico (liceo classico, liceo psicopedagogico, linguistico...) penso che siano di gran lunga inferiore e con un numero di alunni molto piccolo
rispetto a quelli iscritti nelle scuole tecniche, professionali (alberghiero, nautico, ragioneria, industriale, ecc....) e artistiche.


Ancora il dott. Gentile, ha detto che la scelta delle aree viene fatta da un gruppo di specializzati all'interno dell'istituto di cui fanno parte, oltre al preside, ai docenti di sostegno, medici ecc, anche alcuni genitori.

Vorrei precisare: quanto conoscono di aree i genitori dei disabili già frequentanti e quanto potrebbero influire sulla scelta di un'area piuttosto che un'altra quando per i ragazzi in ingresso si conosce appena la diagnosi e altre notizie in documenti trasmessi dalla scuola media, pieni di caselle con crocette?

Ai genitori interessa che i figli abbiano dei bravi docenti, professionali e possibilmente con maggiore esperienza nei problemi della disabilità, dunque gli anni di servizio sono sicuramente una garanzia di competenza acquisita sul campo, oltre che con la specializzazione conseguita, per gli alunni e le loro famiglie.

Grazie per la trasmissione radiofonica anche se mi sarei aspettata che dopo gli interventi di Tripodi e Gentile la parola venisse data ai due docenti di sostegno già prima intervistati per consentire loro
di replicare con argomentazioni stringenti a ciò che il Preside e il Responsabile dell'Ufficio H. avevano detto, così come sto facendo io in questa mia.


L'ideale sarebbe stato un contraddittorio fra le parti intervenute e ci auspichiamo che in seguito maggiore spazio possa essere dato a questa difficile e problematica situazione che penalizza tanti docenti
avvantaggiandone altri.


Per questo la soluzione è da ricercarsi nell'area unica di sostegno anche alla scuola superiore così come è già alla scuola media, dove tutti questi problemi non si verificano proprio perché i docenti ricevono gli incarichi in base al loro punteggio e non a discutibili aree.

Lettera di Alida Bondì, di Palermo

Spett.le Redazione e Gent.ma Dott.ssa Turrisi, Sabato 9 Luglio mattina io e Liella Stagno siamo intervenute nella vostra trasmissione radiofonica "Ditelo a RGS" relativa alle problematiche derivanti dalla suddivisione in aree del sostegno per la scuola superiore.

Avrei avuto molto da dire ma a causa dei tempi tecnici non ho potuto farlo...
Sono una docente laureata in Economia e Commercio, abilitata in discipline economico-aziendali (A017), specializzata nel sostegno e inserita in area AD03.
Con la mia laurea avrei potuto abilitarmi in matematica applicata (A048) o in geografia economica (A039) e specializzandomi nel sostegno sarei entrata a far parte dell'area scientifica (AD01) e con il mio punteggio attuale 112, avrei ottenuto sicuramente un incarico annuale dalle graduatorie provinciali di Palermo sin da settembre 2009.


Allora chiedo: sulla base della suddivisione in aree del sostegno avrei avuto competenze maggiori se mi fossi abilitata in una delle altre classi di concorso alle quali potevo accedere con la mia laurea? oppure avrei svolto lo stesso tipo di lavoro che svolgo nell'area tecnica dato che le mie conoscenze/competenze sono le stesse e il corso di sostegno polivalente e multidisciplinare è stato per tutti il medesimo a prescindere dalle nostre abilitazioni?

Inoltre, tutti noi docenti di sostegno sappiamo benissimo che quando riceviamo un incarico il nostro orario settimanale viene spalmato su tutte le discipline indipendentemente dalla nostra area di appartenenza.

Si tratta, dunque, di una suddivisione pretestuosa che non ha alcun fondamento didattico, perché se lo avesse con riferimento alle specifiche discipline che si insegnano nei diversi tipi di scuola, in applicazione dell'art. 3 comma 3 del D.M 25/05/95 n. 170 che il Dott. di Stefano ha riportato alla memoria dei Presidi, un docente di area tecnica AD03 avrebbe certamente maggiori competenze di un docente di area umanistica o psicomotoria per l'insegnamento in una scuola tecnica di discipline quali il diritto e l'economia o l'economia aziendale.

Invece le scuole tecniche, professionali e artistiche sono piene di colleghi delle altre aree e non certo per avvantaggiare i ragazzi diversamente abili.

Infine a commento di quanto detto da Dott. Gentile, che definisce come aberrante la suddivisione in aree, a proposito della ripartizione dei 660 posti di sostegno tra le 4 aree per il prossimo anno scolastico a Palermo non è stato specificato ad es. che i 105 assegnati all'area psicomotoria saranno sufficienti per arrivare quasi ad esaurire l'elenco AD04 e, dunque, docenti con 30/40 punti avranno un incarico perché in suddetto elenco vi accede una sola classe di concorso, mentre nell'area tecnica, professionale, artistica rimarranno disoccupati docenti con altissimi punteggi perché le classi di concorso che l'area AD03 contiene sono addirittura 132 e i docenti che vi sono inseriti sono enormemente più numerosi.



ORIZZONTE SCUOLA



red - Nota dell'USR Sicilia su corretta definizione organici di sostegno,

con rispetto del tipo di scuola in cui gli studenti intendono iscriversi.

Pubblichiamo inoltre la spiegazione che del problema ci fornisce la collega

Rosalia Stagno, che invoca la formazione di un'area unica di sostegno,

da cui si attinga in base al punteggio e la richiesta del sindacato ANIEF

di un incontro con i direttori per chiarimenti sui criteri di assegnazione e ripartizione

tra le aree AD01, AD02, AD03 e AD04 degli incarichi di sostegno

per la scuola secondaria di secondo grado, e sulla formazione dell’organico di sostegno;



I criteri da seguire secondo il D.M. 170/1995 sono:



· il rispetto del profilo dinamico funzionale e del piano educativo individualizzato



· il tipo di scuola in cui i singoli studenti hanno chiesto di essere iscritti



· le materie di insegnamento dei docenti specializzati presenti nella provincia



Evitare



· l'attribuzione di più compiti di sostegno a più docenti per un unico alunno





Rosalia Stagno scrive:



"Le classi di concorso corrispondenti alle 4 aree sono rispettivamente:



12 per l'area scientifica AD01



25 per l'area umanistica AD02



133 per l'area tecnica professionale artistica AD03



1 soltanto per l'area psicomotoria AD04



A fronte di questa evidente ed enorme differenza numerica ciò che si verifica

è che anziché assegnare più cattedre in area tecnica professionale artistica AD03,

soprattutto nelle scuole che hanno questa specifica natura,

vengono privilegiate le altre aree specialmente l'area umanistica AD02, ma non soltanto.

Questo chiaramente nonostante nelle scuole andiamo a svolgere il medesimo lavoro

sugli alunni e prescindendo sia dalle aree che dalle singole discipline.

Altrimenti non si comprende ad es. come un docente di area psicomotoria

possa svolgere le sue 18 ore su uno o due alunni diversabili

dato che le ore di educazione fisica sono al massimo 2.

Evidentemente le altre ore copriranno le più diverse discipline, ciò a riprova del fatto

Che la suddivisione in aree è meramente pretestuosa e nelle scuole non viene rispettata

(come si potrebbe?).

Dunque il criterio del punteggio e non delle aree dovrebbe essere quello da seguire

per equità e giustizia distributiva, e l'AREA UNICA SOSTEGNO alla SCUOLA SUPERIORE

dovrebbe essere, a parer mio e di tantissimi colleghi la soluzione da ricercare

per risolvere il problema.

Tuttavia se questa modalità non viene adottata nel brevissimo periodo

- anche solo informalmente attraverso un'ideale incrocio di aree che segua il criterio del punteggio

dei docenti inseriti nelle 4 aree così come avviene quando i docenti di un'area vengono esauriti

e si ricorre a quelli di altre aree -

nonostante sia la più giusta, quantomeno che si dia seguito al D.M. n° 170 di cui sopra

che, richiamando al tipo di scuola nel quale l'alunno si iscrive, ripristinerebbe

una certa uguaglianza di trattamento oggi totalmente mancante,

anche perché l'assegnazione delle cattedre da parte dell'USP su un'area

piuttosto che su un'altra determina come conseguenza che anche le supplenze dei Presidi

ricalcano la medesima scelta aumentando ancora di più il divario del punteggio.

La riprova di questo sta nel fatto che aree come l'umanistica AD02 spessissimo

vengono addirittura esaurite e ciò significa che docenti con 20/30 punti lavorano,

mentre docenti di area tecnica professionale artistica AD03 con altissimi punteggi,

come me e tanti miei colleghi, non riescono ad avere né incarichi, né supplenze brevi.



Sottolineo che le aree di cui parlano i documenti PDF e PEI nulla hanno a che vedere

con le aree in cui sono collocati i docenti che si specializzano sul sostegno

seguendo tutti insieme sia per la scuola media di I grado che per quella di II grado

(così come la Legge 104 del 1992 stabilisce)

Corsi di Sostegno POLIVALENTI (per tutti i tipi di disabilità)

e MULTIDISCIPLINARI (per tutte le discipline e non limitatamente a quelle specifiche

della propria classe di concorso).

E' chiaro che se una particolare area viene scelta sulla base del PDF e PEI

tale scelta dovrebbe essere motivata in modo articolato ed esaustivo

soprattutto se si disattende la corrispondenza col tipo di scuola,

ed invece questo spesso si verifica limitandosi a mettere una crocetta su un'area

piuttosto che su un'altra per motivi che talvolta potrebbero essere anche molto discutibili.



D'altra parte, noi docenti di sostegno stiliamo tali documenti in tutte le loro parti e dunque,

per tutte le aree contemplate in essi e non certo nella nostra specifica.

E ancora, come dicevo, le voci AREA UMANISTICA - AREA SCIENTIFICA -

AREA TECNICA PROFESSIONALE ARTISTICA - AREA PSICOMOTORIA -

nei documenti suddetti non sono menzionate, infatti nel PDF si parla piuttosto di ASSI:

cognitiva, affettivo-relazionale, comunicazionale, linguistico, motorio-prassico,

neuro-psicologico, dell'autonomia, senso-percettivo, dell'apprendimento;

e nel PEI si parla di AREE ma non corrispondenti alle 4 previste per i docenti:

cognitiva, linguistico-comunicativa, dell'apprendimento scolastico,

neuropsicologica, psicomotoria, personale e dell'autonomia, socio-affettiva.



Infatti le competenze acquisite durante il corso di sostegno sono di natura

metodologico-didattico, affinché l'attività dei docenti di sostegno

(anch'essi docenti dell'intera classe) si estrinsechino in qualità di mediatori della didattica

e dell'integrazione per gli alunni e non come mero duplicato dei docenti disciplinari,

sia che questo avvenga per alcune o per tutte le discipline.

Questo viene applicato alla scuola media di I grado, mentre si disattende

alla scuola media di II grado pur essendo lo stesso il dato normativo

che regolamenta i due ordini di scuola, ossia la L.104/92.



Soltanto un'O.M. ha suddiviso in aree il sostegno alla scuola superiore

ma senza tenere conto dei compiti effettivi richiesti ai docenti di sostegno

da tale Legge Quadro e, soprattutto, prestando il fianco alle storture che, se all'origine non c'erano,

oggi sono diventate l'ordinarietà creando enormi discriminazioni tra i docenti inseriti nelle diverse aree

prescindendo da un reale vantaggio per gli alunni diversabili,



Questi ultimi trovano la loro tutela, fondamentale per la loro crescita umana e formativa,

nell'attenzione necessaria da parte dei singoli docenti disciplinari

e nel contributo affettivo-relazionale ma anche didattico,

attraverso ad es. attività di tutoraggio, da parte dei compagni di classe.

Attenzione e contributi che devono essere favoriti ed incoraggiati

dalla competenza specialistica del docente di sostegno che deve svolgere

l'importante e delicatissimo compito di trade-union nelle dinamiche delle classi

che quasi sempre accanto ad alunni eccellenti comprendono alunni con disagi

e problematiche di tipo caratteriale o didattiche talvolta molto serie e di difficile gestione

ed anche alunni con disabilità certificate o meno,

che vanno contenuti ma al contempo stimolati all'autonomia.

L'occhio attento e sensibile del docente di sostegno è, allora, fondamentale come ausilio ai docenti disciplinari

con i quali l'azione dovrebbe essere sinergica e di grande collaborazione per il successo formativo,

non solo di alcuni alunni più brillanti o dei c.d. normodotati, ma di ciascuno

nella propria splendida ed unica individualità. "



Rosalia Stagno

(Liella)



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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da Emma Giannì il Lun Ago 16, 2010 5:35 pm

cazzarola!apro un post sul nuovo reclutamento e precari storici(che moooooooooooooolto mi interessa) e mi ritrovo le aree di sostegno
chilometrico per giunta
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da ddr67 il Lun Ago 16, 2010 6:02 pm

Emma Giannì ha scritto:cazzarola!apro un post sul nuovo reclutamento e precari storici(che moooooooooooooolto mi interessa) e mi ritrovo le aree di sostegno
chilometrico per giunta
Questione che tra l'altro è soltanto un problema della provincia di palermo dato che dalle altre parti il problema non sussiste ed in certe scuole ci sono docenti di aree diverse che seguono gli alunni sono sulle materie di loro pertinenza.

D'accordo la disperazione di chi perde il posto di lavoro ma dobbiamo sempre tenere a mente la qualità della ns professione già messa a dura prova da anni di campagne contro.
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da maria pia labita il Lun Ago 16, 2010 7:14 pm

non possiamo ignorare che c'è un problema!
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da Emma Giannì il Lun Ago 16, 2010 7:20 pm

si MariaPia,ma tutti i problemi non ci vanno dentro un unico post lol!
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da Roberta il Mar Ago 17, 2010 9:36 am

La questione "nuovo reclutamento/precario storico" interessa molto anche me. Ho letto diversi interventi e risposte sul blog di M. Bruschi e in una delle tante discussioni ho trovato un post di un lettore (confermato dallo stesso Bruschi) che mi sembra riassumere abbastanza bene la situazione in termini più tecnici:

"Il TFA è per chiunque si voglia abilitare, il fatto di essere già ab...ilitati non impedisce di partecipare al TFA (con gli stessi vincoli).
Il TFA come la ssis prevede il superamento di una prova scritta ed una orale per l'ammissione e a differenza di prima oltre a dover risultare tra i primi N (dove N è il numero di posti messi a concorso) bisogna anche ottenere almeno 7/10 tanto nella prova scritta che in quella orale (sempre se ricordo bene la bozza e non è cambiato nulla)
Il TFA sarà accessibile con i titoli che consentivono l'accesso alle ssis fino al 2013 (se non erro) poi sarà necessaria la nuova laurea magistrale (a numero chiuso) per l'insegnamento delle materie specifiche (e chi ha la vecchia laurea dovrà integrare i CFU dopo il 2013).
Dopo il TFA non si sa bene (bozze non ne ho viste) se ho capito le intenzioni sarebbero di un concorso a cattedra per abilitati (o solo per chi ha già superato un esame a numero chiuso? tfa e ssis) da tenere in consorzi di scuole... ma qui le cose sono lontane e quindi non è detto che le cose restino così.
Le GaE dovrebbero rimanere per il 50% dei posti in ruolo (altrimenti non potrebbero esaurirsi).
E' intenzione dell'amministrazione (da quel che abbiamo letto) di non far entrare i nuovi abilitati nelle GaE.
Per i contratti a TD non si sa ma in effetti mi aspetto qualche cambiamento altrimenti si taglierebbero le gambe ai nuovi abilitati (che non potrebbero né partecipare alle chiamate da provveditorato e resterebbero in 2a fascia d'istituto nelle graduatorie d'istituto, quindi aspettiamoci cambiamenti anche per le supplenze una volta che parte il TFA (però se anche partisse a gennaio 2011 come spera Max, prima del 2012 il problema non si pone in modo urgentissimo, anche se sarebbe bene risolverlo con il prossimo aggiornamento delle GI e successivo decreto supplenze)"

Bruschi ha confermato più volte che le GE vanno esaurite con immissioni in ruolo. Le GE risulterebbero chiuse in entrata (nessun nuovo ingresso con i titoli abilitanti), ma aperte in uscita (gli abilitati in GE potrebbero partecipare ai concorsi senza portarsi dietro i punti delle graduatorie).Uso il CONDIZIONALE perchè questa è l'idea in campo al momento, non quello che è stato deciso e scritto ufficialmente.

Resta il fatto che (1) se metti in ruolo 10 000 docenti l'anno una delle poche cose garantite è l'esaurimento psichico di noi docenti e (2) i posti del nuovo reclutamento saranno comunque calcolati sul fabbisogno delle scuole, un fabbisogno che perde 150 000 posti in questi tre anni. Quindi mi chiedo: di quanti posti stiamo parlando?? Sad

Un discorso a parte va fatto per la scuola primaria per cui SEMBRA rimanere invariato il percorso abilitante di SFP di 4 anni. Sottolineo: SEMBRA. Question Al termine del percorso c'è la possibilità di partecipare al concorso. Per la primaria c'è anche l'annosa questione dei diplomati magistrali abilitati "a metà" di cui però non ho ben capito la gestione..e se qualcuno mi illumina gliene sarò grata!
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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da maria pia labita il Mar Ago 17, 2010 4:56 pm

scusa non capisco chi sarebbero questi abilitati a metà!
Io sono diplomata dal 1975 e non ho la laurea dato che il titolo di accesso alla GAE l'ho avuto con l'abilitazione ottenuta con il concorso ordinario.(Ne ho superati 5 in tutto e con voti dei quali andare fiera)

Moltissimi che occupano le primissime posizioni in GAE hanno la mia medesima situazione.

Forse alludi al fatto che avendo sostenuto concorso ordinario dove non era obbligatoria la prova di lingua.....moltissimi non l'hanno sostenuta o hanno sostenuto l'esame per altra lingua.
Per esempio io sono abilitata per il francese.
Attualmente con la Riforma verremo tagliati per sempre fuori dall'insegnamento non possedendo l'abilitazione in questione dato che in quanto precari siamo stati esclusi dal corso obbligatorio per i colleghi di ruolo.

Preciso che vennero attivati dei corsi concorso abilitanti dai quali fummo esclusi in quanto avevamo già superato dei concorsi!

Senza dubbio c'è qualcosa che non va in tutto questo.
Non mi resta che pensare che il governo abbia messo in campo la strategia per eliminare i docenti precari di scuola primaria non abilitati per l'inglese.

Certamente siamo i più vecchi!
Non per questo siamo da buttare!

Purtroppo ai nostri tempi andava per la maggiore la lingua francese che veniva insegnata anche nelle scuole elementari.
Se si potesse attivare nella scuola primaria la possibilità della doppia lingua non sarebbe male per compensare!

La nostra situazione è davvero tragica.
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maria pia labita

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Re: Nuovo reclutamento, e i precari storici?

Messaggio Da Roberta il Mer Ago 18, 2010 9:52 am

[quote="maria pia labita"]scusa non capisco chi sarebbero questi abilitati a metà!
Io sono diplomata dal 1975 e non ho la laurea dato che il titolo di accesso alla GAE l'ho avuto con l'abilitazione ottenuta con il concorso ordinario.(Ne ho superati 5 in tutto e con voti dei quali andare fiera)


Scusami, sono stata imprecisa! Embarassed
Con "abilitati a metà" intendevo i diplomati magistrali dell'ultimo anno di maturità abilitante che rimasero comunque fuori dalle GE (si tratta di coloro che si iscrissero entro il 95-96 all'istituto magistrale). Da tutte le mie letture non ho capito come verranno considerati.

La questione dell'inglese alla primaria è un'altra di quelle ITALIANATE che mi mortifica.
Sono laureata in lingue, ho insegnato all'estero e, per insegnare inglese alla primaria, mi sono laureata una seconda volta in SFP. Prova a immaginare cosa penso.. No

La logica del risparmio del ministero ha bisogno di insegnanti abilitate in inglese: è l'unica giustificazione alla loro politica. Se ci pensi, se la maestra deve essere unica deve insegnare anche inglese. (nb: per l'inglese le insegnanti di ruolo hanno avuto la possibilità quest'anno di iscriversi ai corsi abilitanti di 30 ORE mentre se vogliono l'abilitazione all'IRC devono fare un corso di due anni in vescovado. C'è qualcuno che i paletti continua a tenerli fermi...)
Il bilinguismo nel primo ciclo temo sia puro genere fantasy per chi ha scelto di istituire l'inglese potenziato nella secondaria di primo grado togliendo di fatto molte cattedre della seconda LS (tedesco, francese, spagnolo).

Nel mio mondo ideale credo che l'onestà professionale debba portare a non fare barricate tra laureati e diplomati (e tra nord e sud) e misurarsi con gli altri in base alle conoscenze e al lavoro sul campo. Poi però viviamo in una realtà dove impera la logica del MORS TUA VITA MEA e dell'altrettanto popolare LAMENTATI E FREGA.
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Roberta

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