Documento deliberato dall'assemblea dei precari della FLC di Cremona il 10 settembre 2010

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Documento deliberato dall'assemblea dei precari della FLC di Cremona il 10 settembre 2010

Messaggio Da gialov il Dom Ott 10, 2010 8:33 am

DOCUMENTO DELIBERATO DALL’ASSEMBLEA DEI PRECARI DELLA FLC CGIL DI CREMONA DEL 10 SETTEMBRE 2010.

PREMESSA
L’assemblea dei precari, docenti ed ata, della FLC CGIL di Cremona tenutasi il giorno 10 settembre 2010 presso la sede della CGIL di Cremona, dopo ampia e vivace discussione decide di approvare il seguente documento e chiede che lo stesso sia diffuso agli organi di stampa, inviato alla Direzione Scolastica Regionale, nelle scuole e a tutte le strutture della FLC e della CGIL.

DOCUMENTO
I lavoratori precari, riunitisi oggi 10 settembre 2010 in assemblea presso la sede della CGIL di Cremona su convocazione della FLC CGIL di Cremona, intendono denunciare all’opinione pubblica e a tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali le
drammatiche conseguenze dei tagli al personale determinati dalla Legge 133/2008 che prevede un risparmio sulla spesa per il settore scuola di 8 miliardi di euro e per il settore università di 1,5 miliardi di euro.
Le ricadute a livello locale sono le seguenti: in un solo anno scolastico tra il 2009-10 e il 2010-11 nella nostra provincia sono stati tagliati ben 190 posti di lavoro così suddivisi: - 34 scuola primaria, - 17 scuola media (che però ha pesantemente pagato il tributo lo scorso anno scolastico con decine di posti in meno), - 66 scuola secondaria, - 73 ATA (che si vanno ad aggiungere ai meno 69 dell’anno precedente).
Evidente dunque che a fronte di un costante aumento del numero degli alunni le cattedre ed i posti per il personale amministrativo tecnico ed ausiliario si sono pesantemente ridotti nelle 51 istituzioni scolastiche della nostra provincia.
Dal punto di vista occupazionale centinaia sono le persone che dopo molti anni di servizio nelle scuole dello Stato sono state licenziate (anche se qualcuno preferisce usare l’espressione non più assunti!) o che si sono viste costrette a firmare contratti per poche ore di lavoro con una perdita economica notevole per se e per le proprie famiglie. Si perché dietro ai “tagli agli organici” non ci sono fantasmi, ma donne ed uomini che hanno scelto di investire tanto tempo e denaro per formarsi al fine di
educare e far crescere i cittadini del domani. Donne ed uomini, dunque che hanno famiglia (comunque già colpita dalla crisi generale) , mutui, affitti, spese a cui fare fronte. Donne e uomini che di colpo vedono venir meno il diritto costituzionale al
lavoro ed ad una vita dignitosa. Ma queste donne e questi uomini, con forte senso di responsabilità, oggi vogliono far
capire alle famiglie italiane, spesso distratte dai tanti problemi contingenti che le affliggono e dagli slogan ad hoc lanciati da alcuni dei nostri ministri, in primis Brunetta, che le conseguenze più serie dei tagli alle spese sul settore istruzione
ricadranno tutte sugli studenti di oggi e cittadini di domani.
In una società scolastica oggi estremamente variegata e complessa, l’ulteriore aumento degli alunni per classe, determina minori possibilità di intervento sul singolo studente oltre che sull’intero gruppo, minori (o nulle!) possibilità di svolgere attività progettuali finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa, minori (o nulle!) possibilità di favorire una corretta crescita multiculturale delle giovani generazioni. Non solo, quasi tutte le nostre aule non sono in grado di accogliere un così alto numero
di studenti. In questo modo non è possibile garantire le più elementari norme sulla sicurezza a migliaia e migliaia di individui.
La mancanza di personale ausiliario (spesso una sola persona anche su due piani o a copertura di vari corridoi!) determina grande insicurezza per la tutela degli alunni (sorveglianza, pulizia).
Per non parlare degli alunni disabili che non vedono riconosciuto il diritto ad avere le “giuste” ore di sostegno scolastico e di ausilio che non solo la Legge, ma anche varie sentenze del Tar riconoscono loro.
A tutto ciò, ovviamente sintetizzato, vogliamo aggiungere lo stato di reale povertà delle casse scolastiche. Ricordiamo ai cittadini che se le scuole fossero aziende private già da tempo avrebbero dichiarato bancarotta. Non ci sono soldi per pagare i supplenti, per la carta, per le pulizie, per pagare i fornitori e le tante ore straordinarie che a vario titolo il personale della scuola svolge ogni anno scolastico. Chi non crede entri nelle scuole, guardi e verifichi!
Solo in Lombardia le scuole sono creditrici di oltre 100 milioni di euro nei confronti dello Stato.
Stato, però, che continua a finanziare, senza togliere un solo euro, le scuole private con grande aiuto di Regione Lombardia!
L’assemblea manifesta totale solidarietà ai colleghi precari che in altre province hanno scelto la più estrema della forme di protesta: lo sciopero della fame.
Nell’assemblea di oggi si costituisce il Coordinamento dei precari iscritti alla FLC CGIL di Cremona e si invita lo stesso a farsi promotore di iniziative locali, di concerto con il Sindacato di appartenenza.
Il Coordinamento costituito
- sollecita i lavoratori a partecipare domani 11 settembre alla manifestazione regionale dei precari che si terrà a Milano alle ore 15
- condivide la proposta della FLC CGIL dell’astensione dalle prestazioni orarie aggiuntive che servono a tamponare le difficoltà organizzative conseguenti ai tagli agli organici e ai finanziamenti
- aderisce agli scioperi ad intermittenza (prima ora di lezione a partire dal primo ottobre e reiterata ogni quindici giorni sino a dicembre) e sollecita tutti i lavoratori a fare altrettanto
- parteciperà con una delegazione alla manifestazione nazionale a Roma del prossimo 29 settembre
- invita i colleghi docenti di ruolo a non accettare ore eccedenti la cattedra ed il personale ata a non svolgere ore straordinarie in sostituzione degli assenti per favorire, seppur per poche ore o pochi giorni, le possibilità occupazionali dei
precari
- auspica una maggior presa di posizione da parte di tutto il sindacato confederale e di tutte le forze politiche a cui stanno a cuore i diritti di cittadinanza in una società civile e democratica che guarda al futuro ed investe sui giovani e sulla conoscenza
- invita l’attuale Governo, nazionale ma anche regionale, a rivedere (non è mai troppo tardi, diceva il Maestro Manzi) le sue politiche scolastiche basate solo su tagli indiscriminati, reintroducendo anche un sistema corretto di relazioni
sindacali.
- chiede con forza ed al più presto la stabilizzazione dei precari su tutti i posti vacanti per garantire occupazione e qualità del servizio scolastico
- si riunirà nei prossimi giorni con i dirigenti della FLC CGIL e della Segreteria della CGIL di Cremona per decidere quali iniziative a livello locale potranno essere svolte.

Documento approvato all’unanimità.
Cremona 10 settembre 2010
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